il gabbiano

Sì, il punto era quello. Era sicuro.
Il giorno prima, mentre passeggiava in riva al mare, lo aveva visto. Sulla spiaggia. Immobile. Si era avvicinato e lui non era fuggito. Non poteva. Era come inchiodato.
Aveva preso un bastone e lentamente lo aveva spinto in acqua. Galleggiava, stava meglio.

Poi era tornato a casa. La solita routine. Ma l’immagine non si cancellava.“Domani vado a vedere”

Oggi era lì sulla spiaggia, di nuovo, dove le onde lo avevano riportato. Il mare era chiaro. Placido. Assente.
Non è stupido piangere per un gabbiano?

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