Kalimera e Tumulo (Leggende di Taranto)

Oltre quelle mura,
raccolsi i tuoi occhi e
l’eco casto del tuo pianto.
Lanciai la spada
contro tal livore
e… liberai l’amore.
S’innalzò la luce e
illuminò il mio
animo truce.
Quanto amore può
contenere il cuore?
Lacrimando, nell’impietoso
mio tormento,
il sentiero divenne melma,
ove giunse celere,
l’acre odor della pira.
Il fuoco suggellò l’amore,
avvinti nell’immortal abbraccio.
E il vento curò
le nostre membra.
Tra le sue ali vibrò lieve,
il nostro triste canto.

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