L’amore oltre la vita

Quella sera, accettai con entusiasmo l’invito di Laura.
Dopo una piccola corsa sotto la pioggia, arrivai ansimante.
Lo stabile era imponente come quelli di una volta.
La scala spaziosa, primeggiava nel grande androne abbellito da piante di Ficus ed eleganti Kenzie.
Laura mi accolse sorridente, come sempre.
Seguii la sua figura sottile sino al suo splendido salone.
C’era gente. Non conoscevo nessuno di loro ma fui conquistata dalla loro spontanea gentilezza. La mia amica mi presentò sua cugina Elsa, una bella ragazza dai lunghi capelli ramati.
In fondo, seduti sull’imponente divano bianco, c’erano i suoi nuovi amici, giunti da Torino.
Due signore di media età, con una mise sobria ed elegante ed un esile ragazzo argentino.
Mi sorrisero, mentre gustavano una fumante tazza di thè.
Poco dopo, Laura ci fece accomodare attorno al suo grande
tavolo ovale.
Pablo, prese da una valigetta di cuoio, una strana tavola alfabetica.
Mi ritrovai, mio malgrado, in quella strana atmosfera.
Capii subito, di essere coinvolta in una seduta spiritica.
Ci fu un momento di esitazione.
Le due signore mi guardarono: “hai un’energia sorprendente”! Non so come ma, mi ritrovai con il mio indice a sfiorare un piccolo bicchiere che incredibilmente, si spostava tra una lettera e l’altra della stessa.
Improvvisamente, mi sentii catapultata in un mondo irreale.
Un brivido gelido percorse la mia schiena.
L’Entità iniziò il suo dialogo, iniziai a tremare: “ho un messaggio per Elsa…” la ragazza si alzò bruscamente e piangendo lasciò la stanza. Marco, proseguì dicendo: “non puoi continuare a pensarmi, la nostra storia è stata meravigliosa. Tra qualche tempo, incontrerai colui che farà di te, una donna felice”.
L’emozione era tattile. Il silenzio divenne sovrano.
Elsa, rientrando nel salone, apparve più serena, forse, il suo Marco le aveva accarezzato il cuore.
Ero stordita. Decisi di tornare a casa.
Dopo aver salutato tutti velocemente, mi ritrovai finalmente in strada. Ignoravo ciò, che di lì a poco stava
per accadere.
Tornata a casa, mia madre mi pregò di cenare ma per tranquillizzarla, le dissi di aver mangiato qualcosa.
Ero spossata, sentii nuovamente i brividi alla schiena.
Come catapultata in un flashback, mi ritrovai a vivere l’incidente d’auto di Marco: la sua auto schiantarsi contro un viadotto.
Per molti giorni, la mia mente divenne succube di quella strana esperienza.
In tutto questo tempo, avevo rimosso dalla mia coscienza questo piccolo angolo del mio passato.
Lungo il nostro percorso di vita, diamo tutto per scontato, cercando rifugio nelle nostre dogmatiche certezze.
La vita stessa è un meraviglioso mistero, chi può affermare il contrario?
Ciò, che mi ha confortato in questa storia è la consapevolezza che l’amore prosegue… oltre la vita.

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