(Briciole di racconti) La leggenda di Settembre – 2˚ed ultima parte

Elia, guardò verso la spiaggia e tra piccole spirali di fumo, intravide Settembre: piccola donna, esile e leggera, lunghi capelli corvini che scivolavano setosi, lungo la sua veste ambrata. La sua candida mano sorreggeva un enorme cesto. Elia la riconobbe.”Settembre! Vecchia amica mia, ti aspettavo.” Disse l’uomo. La donna, sorridendo gli fu accanto:”Buon ritrovato Elia, felice di rivederti” rispose lei  teneramente e lo cinse in un abbraccio. Continuò: “come al solito, vado in giro, raccolgo piccoli frammenti d’estate. Tutti i ricordi, quelli più preziosi. Li metto quì, nel mio cesto.” Settembre, era orgogliosa del suo impegno. “Porto con me, le risa dei bimbi, le promesse e i desideri di quelle notti d’agosto,” e quì sospirò, “molte, restano nell’aria e sono ancorate a quelle stelle erranti.” Il guardiano le sorrise e le donò la sua speranza. La donna, la raccolse con cura e malinconicamente disse: “cercherò di non farmela rubare dal vento.”  Poco dopo si congedò dall’uomo.
Elia si ritrovò da solo, un amaro sorriso solcò le sue aride labbra. Con la mente volò lontano.
Trascorse un anno. Le stagioni si susseguirono con innumerevoli scenari. La vita scorreva nel suo perenne cammino, allietando ogni creatura di quel piccolo mondo.
Tornò Settembre con l’ansia di ritrovare l’uomo. Amaramente, si accorse di una luce che mancava: il faro di Elia era spento. Veloce, percorse la ripida scaletta a chiocciola. Pensò: “non ho avuto abbastanza cura della sua speranza, non è servito a nulla il mio amore.”
La donna disperata, scoppiò d’ira: accese il cielo di tuoni e saette, nubi grigie e minacciose incupirono il paesaggio marino. Una densa foschia s’alzò dal mare.
Esausta, aguzzò lo sguardo: una piccola barchetta dondolava. Lì, a prura c’era Elia, con un supplichevole sguardo e un dolce sorriso.
La donna, aprì il suo manto, volò sulla barca. Avvolse l’uomo e lo portò con sé, lontano.

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